Nella quarta edizione del Concorso Letterario “Alfredo Lanzafame” – Verba Volant Amor Manet – Cupido in Poesia la sezione giovani sarà dedicata alla Memoria della Studentessa Angelica Maria Abate

L’Associazione Culturale Centro di Ricerca d’Arte e Poesia “Luigi Bulla” e il suo direttivo, hanno accolto con entusiasmo la richiesta del Vice Presidente Onorario Camillo Lanzafame (figlio del Poeta Alfredo, al quale è dedicato il premio letterario) di intitolare alla giovane Angelica Maria Abate, il premio della sezione giovani, proprio perchè quest’Angelo volato in cielo troppo presto è un esempio di vita per i giovani e non solo… esempio anche per quei genitori che non apprezzano il valore dei figli. Vi informiamo che di Angelica mai vi parleremo al passato, perchè nessuno muore nella terra finchè vive nel cuore di chi resta.

CHI E’ ANGELICA?

Angelica Maria Abate

Angelica Maria Abate nasce a Messina il 25 marzo del 2002. Vivace e brillante, di indole buona ed estremamente altruista, ama cantare, ballare, stare in compagnia a prescindere dall’età.

Fin da piccola dimostra una forte ed esplosiva personalità accompagnata da evidenti inclinazioni per la scrittura, il disegno e il canto – con una modestia che comunque conserverà in ogni sua qualità e disciplina.

A sette anni, dopo uno di danza moderna, inizia a praticare la pallavolo, sport che amerà da subito in maniera viscerale e nel quale spiccherà in un crescendo di ruoli e risultati. Nell’estate del 2018 porta a casa una medaglia come “giocatrice rivelazione” in un torneo estivo tenuto a S. Teresa di Riva. L’estate dopo vince la coppa come “miglior giocatrice in campo” nel quadrangolare di ritorno disputato a Roccalumera. Altissima e con una evidente costruzione fisica, all’interno delle squadre del Roccalumera diventerà il capitano. Il suo non è solo un ruolo ma una presenza fondamentale per il gruppo sportivo nel quale viene considerata la trascinatrice, il punto di forza tecnico ed emotivo.

Frequenta il liceo scientifico Enrico Trimarchi di Santa Teresa di Riva con profitto e nel secondo anno la sua preparazione sportiva le permette di piazzarsi prima ai mille metri nella sezione cadette. Un’altra coppa arriva nel terzo anno, stavolta con una composizione poetica in occasione della giornata Internazionale contro la violenza alle donne.

Le sue innate potenzialità canore vengono notate e la sua voce spicca nel coro del liceo ed in quello dell’istituto di S. Antonio.

Scopre prestissimo un grande amore per la lettura, la notte spesso diventa tempo utile e prezioso per divorare pagine. La sua libreria si arricchisce in contenuti e numeri (circa 250 libri) coreograficamente perfetti. Apre un profilo Instagram – Angelique the Reader – e sposa il mondo dei libri con quello della fotografia. In poco tempo i follower crescono tanto da suscitare interesse da parte di giovani autori e case editrici. Dalle sue giornate impegnatissime tra studio e sport, ritaglia pomeriggi a caccia dei tramonti più suggestivi spesso rubati al mare di Roccalumera e alle bellezze collinari. Le sue foto incorniciano copertine alle quali associa personali recensioni su commissione e non. Il libro diventa un messaggio tra le coetanee, un dono alternativo e inaspettato.

Una passione da commentare e condividere che trasferisce con entusiasmo contagioso.

I sogni, le passioni e la grinta di Angelica, sono presenti in ogni persona e luogo dove lei ha posato lo sguardo.

Proprio oggi, 25 marzo, ricorre il compleanno di Angelica Maria, spero che da qualche parte riceva il regalo di tutto il Centro d’Arte che è quello che da ora in avanti la sezione giovani di questo concorso, dedicato all’amore, porterà sempre il suo nome.

Ringraziamo la mamma di Angelica, la cara Signora Anna Bonarrigo, per averci concesso l’autorizzazione e il privilegio di poter far conoscere ancor di più lo spessore di una piccola grande “ANIMA, SEMPRE E COMUNQUE” citazione di Angelica Maria Abate, adesso concludiamo con una lirica che Mamma Anna dedica alla figlia Angelica:

ROSA DI MARZO🌹

Torna a farsi inverno

in quel marzo dalle cime

ancora imbiancate.

Bussava alla finestra chiusa

la grandiìne

come frammenti di cielo

a dar luce alla stanza,

mentre il vento annunciava

il divenir vita

fra le mani preziose di Dio.

Dolce creatura

si placa il temporale

e tutto è silenzio

mentre s’apre un varco fra le nubi

questo mattina

contempla l’incanto

del tuo viso assopito.

Rosa di marzo

cosi’ t’han chiamata

per le tue gote di pesca

e le labbra vermiglio

poggiato ancora un bacio d’angelo

che affidò al mio seno te,

virgulto d’amore.

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